Come gestire un infortunio nello sport

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Injury from workout concept : The asian man use hands hold on his ankle while running on road in the park. Focus on ankle.

L’organizzazione è fondamentale sul come gestire un infortunio nello sport

Medici, Fisioterapisti, Preparatori Atletici sono tutti impegnati a gestire un problema che affligge almeno una volta nella propria carriera un’atleta. Però, sapete quali regole bisogna adottare per riuscire nella gestione d’infortunio nello sport? In questo articolo troveremo semplici spunti pronti alla pratica e al successo nel gestire gli infortuni nello sport.

Tempo di lettura: 4 minuti.


Formatosi con i migliori professionisti della nazionale spagnola (calcio, basket, atletica e rugby) e di club (Real Madrid CF). Attualmente è iscritto al Dottorato di ricerca in Medicina e Terapia Strumentale – Ph.Dc, presso l’Università degli studi di Torino. Ha collaborato con Adapted training and perfomance – Research Group e il Physical Activity Reaserch Center & Wellness, ISEF Turin. Redige articoli scientifici a livello nazionale e internazionale inerenti all’allenamento, perfomance e fisioterapia sportiva. Il suo titolo da fisioterapista è valido in Italia, Francia e Spagna. Docente presso il Corso di: Massaggio SportivoPostural TrainerPreparatore Atletico, Rieducazione funzionale, Esercizio Terapeutico e Movement Specialist presso la nostra scuola di formazione – LFS ACADEMY. Fondatore di LaFisioterapiaSportiva.it


Come gestire un infortunio nello, soprattutto il primo!

Come si dice il primo infortunio non si scorda mai! Ma è davvero così? L’esperienza di un infortunio acuto può essere devastante per un atleta. Un infortunio catastrofico è un esempio ovvio, ma anche eventi meno gravi possono influire negativamente su un’atleta a causa di paure e pensieri dell’ignoto. Quanto è grave? Posso continuare a giocare? E se dovessi restare fuori? Per quanto tempo? Perderò il mio posto da titolare in squadra? Tutto questo e molte altre domande possono avere un impatto negativo. Pertanto, il team sanitario deve garantire che la gestione di un infortunio acuto crei il miglior ambiente possibile per il successo del ritorno al gioco. Gli obiettivi di questo articolo sono descrivere la natura e gli schemi dell’infortunio sportivo acuto, presentare un piano generale per la valutazione e raccomandare metodi appropriati. Tutto questo per riuscire a gestire le lesioni nello sport.

Però, sapete quali regole bisogna adottare per riuscire nella gestione d’infortunio nello sport?

Cos’e un infortunio, in poche e semplici parole

Un infortunio sportivo è definito come risultato della partecipazione ad un evento competitivo organizzato che richiede l’intervento di cure mediche da parte di un professionista sanitaria (Jones et al., 2017). Tutto qui? Assolutamente no! Infatti, comporta la restrizione della partecipazione o delle prestazioni dello sportivo per uno o più giorni oltre il giorno dell’infortunio. Infatti, un episodio non è considerato un infortunio fino a quando non compromette la capacità di un atleta di partecipare ad una nuova prestazione. Tuttavia, questa definizione non è assoluta! Quindi, possiamo anche definirla come qualsiasi dolore o disabilità che si verifica durante la partecipazione ad una partita o all’attività di allenamento (Kotles et al., 2016).

Le domande che bisogna farsi prima di intervenire

Che movimento ha effettuato per provocare la lesione? Come si è verificato il danno? Che sensazioni sta manifestando? Aveva già subito una lesione in quella regione? Tutte queste domande devono avere una risposta repentina. Dopo aver pensato a tutto questo, in un secondo, dobbiamo prestare attenzione ad altri elementi chiave. Per i prossimi 30 – 60 secondi l’attenzione deve essere spostata verso i segni ed i sintomi manifestati dall’atleta. Infatti, in pochissimi secondi dobbiamo ipotizzare quello che sta succedendo e creare una strategia efficace, volta alla stabilizzazione della situazione. In poche parole: comprendi, valuta ed agisci! In questi pochi secondi devi saper reagire nel migliori dei modi per gestire un infortunio nello sport. Sappi che la carriera del tuo atleta deve essere in ottime mani!

Infatti, un episodio non è considerato un infortunio fino a quando non compromette la capacità di un atleta di partecipare ad una nuova prestazione.

Dopo le domande da dove incominciamo

Mentre ci poniamo mille domande dobbiamo incominciare ad osservare. Questo strumento ci permette di ispezionare. Infatti, questa fase richiede un’attenta analisi visiva dell’area circostante e delle regioni adiacenti. Molti segni delle lesioni includono: deformità, gonfiore e colorazione (ecchimosi ed eritema). Ma non sono le uniche cose che dobbiamo attentamente osservare. Difatti, bisogna concentrarsi anche sulle differenze tra l’arto esaminato e quello controlaterale. Nello stesso momento dell’ispezione dobbiamo procedere alla palpazione. Questo è il primo caso in cui l’esaminatore tocca effettivamente l’atleta infortunato. Una palpazione dell’area lesa e dei tessuti circostanti permette di acquisire dettagli importanti. Infatti, aiuta lo specialista ad identificare le sintomatologia che accompagnano la lesione primaria. Difatti, ancora una volta l’arto di controllo viene utilizzato come riferimento. Dopodiché, una palpazione efficace include: localizzazione del dolore, contorni anatomici atipici, versamenti ed edema.

Attento a questo capitolo!

Facciamo subito una premessa! L’atleta infortunato che stai valutando in questo momento deve aver presentato in precedenza una storia sportiva. In poche parole, devi sapere molte cose di questa persona. Devi conoscere a fondo il tuo atleta! Pertanto, dopo il ripasso mentale della storia lesiva, l’ispezione e  palpazione, l’esaminatore conduce una serie di valutazioni motorie. Infatti, questo ultimo passaggio ci servirà per raccogliere ulteriori informazioni sulla natura e la gravità della lesione. Pertanto, bisogna avere un eccellente e completo manuale di esame muscolo-scheletrici, in testa! Possiamo includere tutti i test manuali eseguiti dall’esaminatore per identificare l’instabilità articolare oppure per percepire la limitazione funzionale. Dopodiché, l’esaminatore chiede all’atleta di svolgere dei movimenti attivi, laddove possibile.  Infatti, questo procedimento serve a verificare l’integrità della struttura. Ancora una volta vogliamo ribadire il concetto, che è importante valutare l’arto controlaterale. Difatti, bisognerebbe in qualsiasi caso controllare l’altro arto oppure la porzione controlaterale.

Sappi che la carriera del tuo atleta deve essere in ottime mani!

Le ultime analisi

I risultati di questa valutazione si devono aggiungere al processo diagnostico. Questo procedimento dovrà essere effettuato in un secondo momento rispetto alle analisi in campo. La diagnosi è una cosa seria, cioè tutto quello che noi facciamo durante un evento sportivo è una valutazione. Infatti, noi in quel momento formiamo solamente dell’ipotesi. La diagnosi strumentale ci aiuterà ad ampliare le informazioni su cui si basa il processo decisionale clinico. Tuttavia, ci sono tre avvertenze per l’esaminatore. In primo luogo, l’arto controlaterale dovrebbe essere testato prima di quello infortunato al fine di familiarizzare l’atleta con le procedure di valutazione e per alleviare le sue apprensioni. Però, questo potrebbe succedere solamente se il tempo fosse a favore. Quando sei in campo, i secondi contano. In secondo luogo, una lesione recidivante nella stessa zona potrebbe limitare la valutazione. Infine, il terzo punto deve prevedere un metodo sistemico per valutare ciascuna regione del corpo.

Bibliografia

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