Crioterapia e Sport: tutti i benefici

0
99

Quanto è efficace la crioterapia nella gestione della fatica e nella prevenzione degli infortuni?

La terapia del freddo, o crioterapia, è entrata di diritto tra quelle strategie di recupero validate scientificamente ed annoverate da tutti gli atleti del mondo. In queste righe analizziamo nel dettaglio quali sono le peculiarità di questa metodologia. Infatti, considereremo non solo la cold ma anche la hot therapy, evidenziandone la situazione più corretta per il suo utilizzo. Andiamo a vedere quale correlazione esiste dunque tra crioterapia e sport.

Tempo di lettura: 5 minuti


Dr. Gianluca Rato

Operatore Sanitario per Juventus Football Club e consulente per il circolo di tennis “Le Pleiadi” nel capoluogo piemontese. In passato ha collaborato con lo staff medico della Basketball militante nel campionato di Serie A. Professionista affermato e proprietario dello studio GRFisio Massofisioterapia & Nutrizione, Nichelino (To). Attualmente ha frequentato come Massofisioterapista il corso di 1° livello della Federazione italiana Tennis. Docente presso il Corso di: Massaggio SportivoPostural TrainerPreparatore Atletico, Rieducazione funzionale, Esercizio Terapeutico e Movement Specialist presso la nostra scuola di formazione – LFS ACADEMY.


Perchè utilizzare crioterapia e sport?

Il mondo dello sport sta evolvendo velocemente, a tutti i livelli! Infatti, cambiano le superfici e i materiali e si affinano i gesti tecnici per essere maggiormente efficaci. Sicuramente è il risultato di un modo di giocare maggiormente rapido e fisico che comporta una prontezza maggiore a fronte di un minor tempo di reazione. Dunque, se anche la macchina motoria evolve e le metodologie di allenamento vanno di pari passo anche le strategie di recupero debbono essere efficienti. Questo vuol dire permettere all’atleta di essere prestativo ed efficiente pur avendo poco tempo per ritemprarsi. Quali sono dunque i consigli e le strategie che un operatore del mondo sportivo dovrebbe attuare? La risposta dovrebbe essere abbastanza articolata da contenerle tutte ma in questa sede ci concentreremo su una sola: la crioterapia o terapia del freddo.

Le basi della terapia del freddo

L’utilizzo della crioterapia al tempo in cui viviamo è una risorsa importante nella gestione di infortuni e lesioni muscolari. La metodica è particolarmente indicata nel trattamento degli infortuni a carico dei tessuti molli. Tuttavia, sussistono alcune discrepanze tra gli studi scientifici finora condotti e le basi scientifiche del metodo. La crioterapia maggiormente utilizzata consta di impacchi, docce, massaggi, gas refrigeranti e tutori gonfiabili (Swenson et al., 1996). Inoltre, viene utilizzata per ridurre il tempo di recupero come parte integrante di un programma riabilitativo in casistiche acute o croniche. Le variabili principali riguardo l’uso della crioterapia si riferiscono alla temperatura iniziale, al tempo dell’applicazione e ai tessuti interessati, siano essi superficiali o profondi. I principali effetti ricercati sono principalmente fisiologici e biologici allo stesso tempo. Lo scopo fondamentale della crioterapia è insito nella riduzione della temperatura a carico dei differenti piani tissutali.

Studi condotti hanno evidenziato le potenzialità della crioterapia sulla riduzione del dolore nell’atleta infortunato.

Crioterapia e sport a livello sistemico

Si aggiunga che l’applicazione del freddo determina un rilassamento muscolare e neuromuscolare aumentando di contro la viscosità dei tessuti trattati. Tuttavia, si consideri anche il decremento della performance derivante dall’applicazione del ghiaccio sulla zona interessata. In questa direzione intorno ai 18° centigradi sono stati rilevati deficit prestativi a carico dell’apparato muscolare (Meeusen et al., 1986). Infatti, sono note e verificate complicazioni derivanti da una eccessiva esposizione quali congelamento e danni ai nervi. Infatti, uno studio condotto da F.H. Bassett e colleghi ha evidenziato questa casistica associata all’uso della crioterapia notando una risoluzione spontanea nei casi valutati (Covington et al., 1993). Tuttavia, per scongiurarne nuovi episodi si dovrebbe considerare il tempo di esposizione al freddo, il grasso sottocutaneo e la sede di maggior presenza di nervi periferici.

Terapia del freddo ed infortunio

In ambito sportivo recita un ruolo sempre più importante nella gestione di atleti infortunati e tale metodo risulta progressivamente validato in ambiente scientifico. Questo perché per quanto riguarda crioterapia e sport, alcuni studi condotti hanno evidenziato le potenzialità della crioterapia sulla riduzione del dolore nell’atleta infortunato, anche sfruttando i principi del metodo PEACE&LOVE. Inoltre, è stato ulteriormente osservato il decorso benefico anche a livello neuromuscolare e di circolazione sanguigna. In tal senso si è ottenuto un aumento della stessa con crioterapia superficiale al contrario di un’applicazione su larga superficie cutanea. Inoltre, negli sport in cui sono previste gare ravvicinate la crioterapia è usata a discapito della fatica e a vantaggio del recupero tra le competizioni. Sebbene sia particolarmente consigliata nel post gara anche per migliorare la successiva sessione, non sembrano esserci benefici nel lungo termine (Broatch et al., 2018). Ciò significa attenuare gli adattamenti che seguono il singolo esercizio, l’allenamento di resistenza oltre alla forza e massa muscolare. Dunque crioterapia e sport sono correlati dai notevoli benefici che la terapia del freddo può portare agli atleti.

La terapia del freddo negli sport di endurance

Da uno studio più recente condotto su un campione di 16 atleti uomini sottoposti ad allenamenti di resistenza sono maturati dati interessanti. La crioterapia ha smussato l’ipertrofia muscolare indotta dall’allenamento di resistenza ma non la forza massimale. Inoltre, ha ridotto l’anabolismo delle proteine muscolo scheletriche a favore di un aumento del catabolismo. L’immersione in acqua fredda attenua la crescita delle fibre muscolari dopo un allenamento di resistenza. Tuttavia, questo dato non conduce ad un risultato che vede compromesso lo sviluppo della forza (Fyfe et al., 2019). Successivamente a questa pubblicazione, Malta et al. (2021) hanno evidenziato come l’utilizzo della crioterapia non sembri influenzare la performance aerobica.

Meglio il freddo o il caldo? Non facciamo confusione

La terapia del caldo o quella del freddo hanno come denominatore comune il mantenimento dello stato di salute dell’atleta. Infatti, questi metodi vogliono preservare la funzione e l’attività sportiva nonostante regni intorno ad essi parecchia confusione su cosa fare e quando. Pertanto, molto spesso utilizzare uno dei due metodi è sinonimo di banali evidenze empiriche non supportate da dati scientificamente validati. Dunque, è fondamentale trarre spunto da evidenze di letteratura basate su meccanismi di azione ed effetti fisiologici. Notoriamente il freddo induce una riduzione del dolore, dell’edema, infiammazione e spasmo muscolare, non ci sono invece grosse evidenze sulla gestione dei Doms. Di contro il calore migliora l’elasticità del tessuto connettivo e la sua elasticità e permette un maggior flusso sanguigno nei tessuti. Alcuni trials clinici hanno evidenziato benefici in termini di low Back Pain e gestione del Delay Onset Muscle Soreness (Malanga et al, 2015).

L’utilizzo della crioterapia al tempo in cui viviamo è una risorsa importante nella gestione di infortuni e disfunzioni muscolari.

DOMS: meglio il calore o il freddo?

In questi primi mesi dell’anno, l’Università di Lanzhou (Cina) ha condotto e pubblicato una meta-analisi basandosi su 32 trials clinici. Lo scopo era di valutare e chiarire gli effetti della terapia del caldo e del freddo sui Doms. Infatti, sono stati presi in esame i dati estrapolati da 1098 pazienti. Le meta-analisi hanno dimostrato che l’utilizzo del freddo (immersione) ha provocato miglioramenti nei Doms post esercizio. Analogamente il caldo può migliorare la sofferenza del paziente, anche dopo le 24 ore. Dunque, è stato validato il beneficio di entrambe le metodologie senza evidenti differenze (Wang et al, 2021) tuttavia si richiede ulteriore approfondimento per decretare una risposta definitiva.

La Criosauna: la tecnologia al servizio della terapia del freddo

L’evoluzione della tecnologia ha condotto a nascita e sviluppo di strumenti atti ad amplificare i benefici sin qui menzionati. Infatti, mi riferisco a criocamera e criosauna, la tecnologia al servizio della terapia del freddo. Di che cosa si tratta? La Criosauna è l’opposto di una sauna tradizionale: infatti opera con temperature che si aggirano tra i -120ºC e i -170º, grazie all’impiego dell’azoto liquido. Il freddo stimola il sistema immunitario, la regolazione del profilo endocrino e del metabolismo e tonifica il corpo grazie a emissione supplementare delle endorfine. La criosauna migliora la microcircolazione, ottimizza i processi metabolici, aumenta il turgore e migliora notevolmente l’aspetto della pelle. L’effetto desiderato consiste in una marcata attivitàà analgesica ed antinfiammatoria sistemica. Essa consente una durata ed un’intensità d’esercizio superiore aumentando l’efficacia della seduta di allenamento/riabilitazione e permettendo al contempo di ridurre l’uso di farmaci.

Bibliografia

  1. Swenson C, Swärd L, Karlsson J. Cryotherapy in sports medicine. Scand J Med Sci Sports. 1996;6(4):193-200.
  2. Meeusen R, Lievens P. The use of cryotherapy in sports injuries. Sports Med. 1986;3(6):398-414.
  3. Bassett FH 3rd, Kirkpatrick JS, Engelhardt DL, Malone TR. Cryotherapy-induced nerve injury. Am J Sports Med. 1992;20(5):516-8.
  4. Covington DB, Bassett FH 3rd. When Cryotherapy Injures. Phys Sportsmed. 1993;21(3):78-93.
  5. Broatch JR, Petersen A, Bishop DJ. The Influence of Post-Exercise Cold-Water Immersion on Adaptive Responses to Exercise: A Review of the Literature. Sports Med. 2018;48(6):1369-1387.
  6. Fyfe JJ, Broatch JR, Trewin AJ, Hanson ED, Argus CK, Garnham AP, Halson SL, Polman RC, Bishop DJ, Petersen AC. Cold water immersion attenuates anabolic signaling and skeletal muscle fiber hypertrophy, but not strength gain, following whole-body resistance training. J Appl Physiol. 2019;127(5):1403-1418.
  7. Malta ES, Dutra YM, Broatch JR, Bishop DJ, Zagatto AM. The Effects of Regular Cold-Water Immersion Use on Training-Induced Changes in Strength and Endurance Performance: A Systematic Review with Meta-Analysis. Sports Med. 2021;51(1):161-174.
  8. Malanga GA, Yan N, Stark J. Mechanisms and efficacy of heat and cold therapies for musculoskeletal injury. Postgrad Med. 2015 ;127(1):57-65.
  9. Wang Y, Li S, Zhang Y, Chen Y, Yan F, Han L, Ma Y. Heat and cold therapy reduce pain in patients with delayed onset muscle soreness: A systematic review and meta-analysis of 32 randomized controlled trials. Phys Ther Sport. 2021 Mar;48:177-187.