Infortuni nello sport, come prevenirli

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Tutto quello che c’è da sapere per prevenire gli infortuni

Tutti i professionisti del mondo dello sport, compresi gli atleti, sono alla ricerca degli elementi chiave per prevenire gli infortuni nello sport. Preparare Atletici, Fisioterapisti, Osteopati e Medici studiano le differenti modalità con cui avviene una lesione e sono alla costante ricerca di come ridurre gli infortuni nello sport.

Tempo di lettura: 6 minuti


Formatosi con i migliori professionisti della nazionale spagnola (calcio, basket, atletica e rugby) e di club (Real Madrid CF). Attualmente è iscritto al Dottorato di ricerca in Medicina e Terapia Strumentale – Ph.Dc, presso l’Università degli studi di Torino. Ha collaborato con Adapted training and perfomance – Research Group e il Physical Activity Reaserch Center & Wellness, ISEF Turin. Redige articoli scientifici a livello nazionale e internazionale inerenti all’allenamento, perfomance e fisioterapia sportiva. Il suo titolo da fisioterapista è valido in Italia, Francia e Spagna. Docente presso il Corso di: Massaggio SportivoPostural TrainerPreparatore Atletico, Rieducazione funzionale, Esercizio Terapeutico e Movement Specialist presso la nostra scuola di formazione – LFS ACADEMY. Fondatore di LaFisioterapiaSportiva.it


Da dove si parte per prevenire gli infortuni?

Gli infortuni si verificano come conseguenza di affaticamento, traumi precedenti, mancanza di preparazione fisica e, occasionalmente, sfortuna. Qualsiasi professionista preparato, non solo ha le conoscenze e le intuizioni per preparare fisicamente gli atleti alla competizione, ma ha anche la capacità di metterle in pratica. Pertanto, bisogna conoscere tutti gli elementi validi e affidabili per quantificare lo stress e la risposta dell’atleta all’allenamento (Degutis et al., 2006). Lo scopo di prevenire gli infortuni nello sport richiede non solo conoscenze specifiche della propria professione, ma un’attenta analisi del modello della prestazione sportiva e lesiva di quella disciplina sportiva. Bisogna comunque sapere che il rischio d’infortunio è sempre presente in chi pratica spor. Pertanto, dobbiamo accettare il fatto che qualsiasi disciplina sportiva comporterà sempre il rischio di provocare infortuni (Emery et al., 2019). Però, noi professionisti dobbiamo avere una sola missione in testa! Come prevenire gli infortuni nello sport?

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Ma davvero possiamo prevenire gli infortuni nello sport?

Innanzitutto, gli infortuni non possono essere totalmente prevenuti, ma il rischio di lesioni che si verificano può certamente essere ridotto. Ad esempio, Il trauma muscoloscheletrico si verifica sul tessuto sottoposto a uno stress maggiore rispetto a quello che può tollerare (Taylor et al., 2018). Questo è vero in parte! Successivamente, uno scopo della prevenzione delle lesioni nello sport è quello di trovare metodi per ridurre lo stress acuto o cronico che potrebbe provocare una nuova lesione. Ovviamente, nel lungo periodo, l’obiettivo secondario sarà aumentare la capacità di subire quello stress. Tutto questo di base si fa per evitare le cosiddette recidive. È chiaro che alcuni tessuti sono di natura più plastica di altri e possono adattarsi meglio allo stress. Ad esempio, i legamenti sono molto meno plastici del tessuto muscolare. Ma siamo davvero sicuri che per prevenire le lesioni nello sport, dobbiamo solamente ridurre lo stress?

Pertanto, dobbiamo accettare il fatto che qualsiasi disciplina sportiva comporterà sempre il rischio di provocare infortuni

Lo stress come elemento chiave nel prevenire gli infortuni 

Partiamo dicendo che alla base della teoria esistono due metodi per ridurre lo stress. Il primo è garantire che i modelli di movimento dell’atleta, non esercitino una forza eccessiva attraverso strutture che non possono tollerarlo. Infatti, per raggiungere questo obiettivo, il professionista deve avere una conoscenza approfondita sia dell’anatomia funzionale che della biomeccanica sportiva. Nel prevenire gli infortuni nello sport il secondo metodo è la gestione della fatica (Coles et al., 2018). La fatica può ridurre la capacità di un muscolo di generare grandi forze, ridurre i tempi di reazione e la propriocezione articolare. Tutti questi fattori possono ridurre la capacità di un atleta di tollerare lo stress attraverso strutture specifiche del sistema muscolo-scheletrico. Pertanto, per prevenire gli infortuni nello sport, la gestione della fatica è una componente vitale.

La fatica elemento principe nel prevenire gli infortuni nello sport

Sappiamo tutti, che la variazione pianificata del carico di allenamento su base giornaliera, settimanale e mensile riduce la monotonia dell’allenamento.  Però, probabilmente più importante è monitorare la risposta psicologica e fisica di ogni atleta all’allenamento (Donaldson et al., 2017). Bisogna assolutamente assicurarsi che il nostro atleta non stia gareggiando in uno stato di affaticamento o stanchezza. Infatti, dobbiamo programmare con attenzione tutti i periodi di recupero. La fatica è una parte importante del processo di allenamento, ma aumenta anche il rischio di lesioni. Oltre ad essere considerato come un fattore negativo, vi invitiamo a valutarlo come positivo. Innanzitutto, il professionista deve analizzare i segnali indicati dall’atleta valutando anche il carico d’allenamento. Infatti, il controllo accurato del carico dell’allenamento ha lo scopo di determinare quanto sia affaticato un’atleta. Pertanto, l’importanza di questo scrupoloso controllo serve per il processo di allenamento. In conclusione, utilizzando poche e semplici parole, la gestione della fatica ridurrà sicuramente lo stress e quindi potrà prevenire gli infortuni nello sport.

Purtroppo, una riduzione troppo grande dello stimolo stressante si tradurrà in uno stimolo adattivi insufficiente

Attenzione! Per prevenire gli infortuni non bisogna solamente ridurre lo stress

Sebbene la riduzione dello stress prevenga gli infortuni nello sport, importante rendersi conto di un grosso problema. Purtroppo, una riduzione troppo grande dello stimolo stressante si tradurrà in uno stimolo adattivi insufficiente. Di conseguenza, dovremmo cercare di abbinare questo approccio a strategie per aumentare la tolleranza dei tessuti a qualsiasi tipo di stress. Ricordiamoci, l’allenamento è uno stimolo stressante adeguato alla condizione attuale dell’atleta. L’incremento delle capacità condizionali, tra cui la forza, come risultato, porta a prevenire gli infortuni nello sport. Aumentare la forza, anche pliometrica, comporta un incremento alla tolleranza allo sforzo percepito. Ad esempio, allenandosi costantemente si potrà avere un aumento della forza dei muscoli posteriori della coscia. Questo può prevenire gli infortuni nello sport nei velocisti, non sono tenuti a operare con movimenti estremi, ma devono sopportare alti livelli di forza attraverso i muscoli ischio-crurali.

Il modello per prevenire gli infortuni nello sport

Al fine di prevenire gli infortuni nello sport è possibile stabilire modelli di rischio di infortunio e identificare gli interventi.  Il processo consiste nello stabilire gli infortuni più comuni e gravi nello sport dell’atleta (Donaldson et al., 2015). Dobbiamo anche aggiungere: identificare i fattori di rischio, determinare gli strumenti di misurazione appropriati per rappresentare il rischio, identificare i criteri per gli atleti. Dopodiché, mettere in atto interventi per prevenire gli infortuni nello sport di ogni singolo atleta. Non esiste realmente una riduzione degli infortuni basato solo sulla disciplina sportiva. L’atleta è il protagonista della prevenzione degli infortuni nello sport. Quindi, quali strumenti utilizziamo per prevenire gli infortuni nello sport? Esistono delle tecniche scientifiche per conoscere in anticipo e prevenire gli infortuni nello sport?

Identifichiamo i fattori per prevenire gli infortuni nello sport

Identificare i fattori di rischio e/o i meccanismi di lesione deve essere un fondamento per la prevenzione degli infortuni nello sport. Ad esempio, le rotture parziali o totali del legamento crociato anteriore si verificano come conseguenza dell’entità e della velocità, in un movimento, del ginocchio in valgo. Difatti queste lesioni potrebbero avvenire durante l’atterraggio o cambio di direzione. Le distorsioni laterali della caviglia si verificano a causa dell’entità e della velocità di inversione, ad esempio durante l’atterraggio. Per prevenire gli infortuni nello sport, il professionista deve comprendere il meccanismo lesivo. Una volta compreso il meccanismo, il rischio può essere identificato. Per ridurre le lesioni nello sport, abbiamo 10 consigli per te, ed effettuare una prevenzione degli infortuni nello sport bisogna indagare. Proprio per questo motivo, utilizzare la tecnologia potrebbe essere molto utile.

La valutazione da fare agli sportivi per prevenire gli infortuni 

Le valutazioni dovrebbero riflettere direttamente le caratteristiche fisiche che sono alla base delle lesioni. Le stesse dovrebbero essere utilizzate per determinare quali interventi effettuare per ogni atleta.  Un infortunio può avere diversi fattori di rischio (Steffen et al., 2013). Identificare i criteri degli infortuni deve essere basato su dati scientifici, cioè dei dati pubblicati o di validi ragionamenti. Infine, i criteri specifici per atleta, sport e infortunio devono essere identificati al fine di determinare in modo appropriato chi ha bisogno di cosa. Una volta stabilite le esigenze di un atleta, il ruolo del professionista è quello di utilizzare la propria conoscenza. Le basi dell’anatomia funzionale, dei principi dell’allenamento e le proprie capacità servono per creare programmi di allenamento per prevenire gli infortuni nello sport. Difatti, come per qualsiasi programma di formazione, dopo un periodo di tempo sufficiente, le valutazioni dovrebbero essere ripetute per determinare i nuovi interventi.

L’atleta è il protagonista della prevenzione degli infortuni nello sport

Ricapitolando, cosa dobbiamo fare per prevenire gli infortuni?

Prima di tutto, il professionista, deve avere in mente le prestazioni. È imperativo che gli atleti mantengano qualsiasi allenamento specifico per lo sport. Questi atleti devono possedere sempre buone condizioni fisiche per svolgere l’allenamento. Mai sopravvalutare la condizione di un’atleta, piuttosto misurarla.  Strumenti come l’RPE della sessione, per monitorare il carico di allenamento possono essere utilizzati per garantire che gli atleti mantengano il carico di allenamento totale adeguato. Un calcolo preciso e progressivo del carico di lavoro sempre monitorato attraverso l’utilizzo della telemetria o GPS. A causa degli impegni ravvicinati un’attenta analisi del recupero post-allenamento o post-gara. Una nutrizione sportiva adeguata e calibrata all’esigenza dell’atleta. Attenta analisi della componente “sonno”. Corretta pre-attivazione neuromuscolare prima del riscaldamento. Allenamento della plasticità biomeccanica con l’opportunità di sviluppare qualità fisiche che non limitino più le loro prestazioni e possano prevenire gli infortuni nello sport.

Bibliografia

  1. Degutis L, Greve M. injury prevention. Emerg Med Clin North Am. Review. 2006;24(4):871-88.
  2. Emery A, Pasanenb K. Current trends in sport injury prevention. Review. Best Pract Res Clin Rheumatol. 2019;33(1):3-15.
  3. Taylor JB, Ford K, Schmitz R, Ross S, Ackerman T, Shultz S. Sport-specific biomechanical responses to an ACL injury prevention programme: A randomised controlled trial. J Sports Sci. 2018;36(21):2492-2501.
  4. Coles PA. An injury prevention pyramid for elite sports teams. Review. Br J Sports Med. 2018;52(15):1008-1010.
  5. Donaldson A, Lloyd D, Gabbe B, Cook J, Finch C. We have the programme, what next? Planning the implementation of an injury prevention programme. Inj Prev. 2017;23(4):273-280.
  6. Donaldson A, Cook J, Gabbe B, et al. Bridging the gap between content and context: establishing expert consensus on the content of an exercise training program to prevent lower-limb injuries. Clin J Sport Med. 2015;25:221–9. 
  7. Steffen K, Meeuwisse WH, Romiti M, et al. . Evaluation of how different implementation strategies of an injury prevention programme (FIFA 11+) impact team adherence and injury risk in Canadian female youth football players: a cluster-randomised trial. Br J Sports Med. 2013;47:480–7.