La preparazione fisica: da Michael Jordan a LeBron James

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L’importanza della mobilità articolare nella pallacanestro in Italia a partire da Michael Jordan

La pallacanestro, insieme al tennis, alla pallavolo ed al calcio, è uno degli sport più praticati in Italia e nel mondo. I numeri parlano chiaro: gli appassionati che praticano o seguono la pallacanestro superano i 10 milioni solo nel nostro paese. A partire dalla nascita del “fenomeno Michael Jordan” la pallacanestro ha visto anche in Italia un numero sempre maggiore di praticanti. Essendo uno sport completo, divertente ed in continua evoluzione. Con il passare degli anni infatti, oltre a sviluppi tecnici e tattici, risulta molto evidente la differente forma fisica ed il diverso atletismo dei professionisti.


Articolo del Dr. Federico Turetta

Dottore Scienze dell’Educazione Motoria e delle Attività Adattate, Preparatore fisico FIP Piemonte, Istruttore minibasket, Allievo allenatore FIP Piemonte.


LeBron James e Micheal Jordan “le icone della pallacanestro”

Se esistono due icone nella pallacanestro possiamo identificarle nel sopracitato Michael Jordan e in LeBron James. Questi giocatori, unitamente al compianto Kobe Briant, sono i simboli della pallacanestro degli ultimi 30 anni. Il loro talento è certamente ciò che in primo luogo li ha resi grandi ma lo strapotere fisico li ha aiutati ad essere dei vincenti. LeBron James e Michael Jordan hanno infatti fisici stratosferici, ma con caratteristiche molto diverse tra di loro.

Micheal Jordan, alto 198 cm per 98 kg di peso forma; era veloce, agile, acrobatico ed esplosivo.

LeBron James, alto 206 cm per 113 kg, con una circonferenza del bicipite di 43 cm, unisce alla gigantesca stazza fisica le qualità di Micheal Jordan.

Ora non avrebbe senso, né desidero farlo, paragonare i due giocatori. Focalizzerei l’attenzione sull’evoluzione e la cura del fisico con il passare degli anni.

Le caratteristiche della pallacanestro

La pallacanestro è un connubio di corsa, salti, movimenti lineari e multidirezionali, accelerazioni, decelerazioni. Contrariamente al pensiero comune, nella pallacanestro vi sono azioni a bassa-moderata intensità e e ogni 2 secondi vi è un cambio di pattern di movimento. Le azioni ad alta intensità vanno dal 6 al 20 % in ogni incontro. La pallacanestro ha un impegno aerobico/anaerobico alternato e vi è un rapporto casuale tra i tempi di recupero ed i tempi di lavoro. (DeAraujo et al.,2014).

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L’importanza del preparatore fisico nella pallacanestro

In questo contesto il ruolo del preparatore fisico è di primaria importanza (Sicuramente Michael Jordan e LeBron James ne sanno qualcosa). Come è facilmente immaginabile tende ad essere anche molto vario. Il preparatore fisico nella pallacanestro è tanto in aggiornamento quanto lo sport stesso, e proprio al passo con questo riveste un ruolo sempre più importante. Nella pallacanestro il ruolo del preparatore fisico è dunque fondamentale, i suoi compiti sono molteplici. Con il passare degli anni il suo lavoro ha subito un mutamento e uno sviluppo tale da renderlo indispensabile per questo sport. Il preparatore fisico deve essere in grado di far apprendere nuove skills, nuove competenze e abilità. Tutto ciò dovrebbe far sì che i giocatori possano essere in grado di gestire situazioni altamente specializzate all’interno della partita.

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L’importanza della programmazione per il preparatore fisico nella pallacanestro.

Per poter sviluppare al meglio tutti gli obbiettivi di un preparatore fisico, la prima cosa che egli deve sicuramente fare è pianificare una programmazione corretta. Essa è suddivisibile in tre periodi dell’anno: pre season, in season (o competitive season) e off season. Il lavoro può anche essere organizzato con una programmazione stagionale (macrociclo), mensile o settimanale (microciclo) e quella della singola giornata di lavoro. Ritengo l’organizzazione e programmazione di fondamentale importanza per la riuscita di un buon lavoro. Un ex allenatore e giocatore di basket statunitense, John Wooden diceva: “when you fail to prepare, you are preparing to fail’’: “Quando non riesci a prepararti, ti stai preparando a fallire’’(Wooden et al. 2015). La programmazione verte a far sì che l’atleta possa eccellere in tutti gli aspetti fisici del gioco quali: forza, potenza, resistenza muscolare. Oltre a quelli meno considerati in genere quali mobilità e flessibilità, coordinazione ed equilibrio. La preparazione fisica, rispetto alla parte di puro giocato, viene spesso considerata dagli atleti meno “divertente”.

Far divertire è il primo passo che il preparatore fisico deve affrontare con i suoi atleti.

E’ fondamentale far comprendere agli atleti quanto la preparazione sia importante. La conoscenza e la cura del proprio corpo sono indispensabili per la crescita a partire dagli inizi della pratica di questo sport. Bisogna riuscire a far comprendere ad un bambino quanto l’importanza dell’allenamento fisico sia di aiuto per una sana qualità della vita. Quanto possa esserlo al fine di migliorare le prestazioni di gioco e la mobilità. Oggi questa è una delle sfide più complicate del ruolo del preparatore fisico, nella pallacanestro e non solo.

La conoscenza e la cura del proprio corpo sono indispensabili per la crescita a partire dagli inizi ecco spiegata l’importanza del preparatore fisico

L’importanza della mobilità articolare nella pallacanestro.

Nella mia esperienza di preparatore fisico riscontro nei ragazzi, fin dalla giovane età, una seria carenza di mobilità articolare. Questo fattore è probabilmente dovuto alla maggiore sedentarietà del loro stile di vita. Il fatto è che molti di loro passano la maggior parte del tempo libero in attività con un minimo impegno motorio. Questo fa sì che le loro prestazioni a livello fisico ne risentano molto. Possiedono meno mobilità articolare e sono poco flessibili ed elastici a livello muscolare. E’ utile fare chiarezza sul significato e sulla differenza di questi tre concetti, mobilità articolare, flessibilità ed elasticità. Essi spesso vengono erroneamente utilizzati per definire la stessa cosa.

La mobilità articolare è la capacità di compiere movimenti del corpo o dei singoli segmenti alla massima ampiezza consentita dalle articolazioni e dalle altre strutture. la mobilità articolare riguarda quindi solo le articolazioni del nostro corpo e le componenti che ne fanno parte.

Una spiegazione molto chiara è quella di D.Harre nel 1972, “ la mobilità articolare è la capacità dell’individuo di eseguire dei movimenti con grande ampiezza di escursione’’. (Corrado Cerullo, 2013).

Differenze tra flessibillità ed elasticità.

I termini flessibilità ed elasticità spesso vengono usati come sinonimi, ma non è proprio così. Allo stesso modo nessuno dei due è sinonimo di mobilità articolare. Il muscolo può essere sia flessibile che elastico, ma può anche possedere una sola di queste caratteristiche. In poche parole la flessibilità è la capacità di un muscolo di rilasciarsi ed allungarsi. L’elasticità invece è la capacità del muscolo di allungarsi per poi ritornare nella sua condizione di partenza. (Atha, J., & Wheatley, D. W. 1976)

Salute e Performance viaggiano allo stesso passo

Flessibilità, easticità e mobilità articolare possono condizionare altre capacità quali forza, resistenza e velocità

Queste qualità fisiche molto importanti (nei giovani la mobilità articolare è forse la più importante) possono condizionare altre capacità quali forza, resistenza e velocità. Detto questo risulta fondamentale andarci a lavorare fin da piccoli. Concludo ribadendo che è indispensabile inserire nelle routine pre o post sessione di allenamento una buona parte di esercizi per la mobilità articolare. Altrettanto importanti sono la flessibilità e l’elasticità muscolare. Data l’indiscutibile utilità di questo tipo di esercitazioni, che devono peraltro essere eseguite con costanza, sarà possibile notare fin da subito miglioramenti. Questi non sono relativi solo solo alla forma fisica e di conseguenza la salute ma anche alla prevenzione degli infortuni. Senza tralasciare che lo siano persino per un graduale e costante perfezionamento nello sport specifico dell’atleta.

BIBLIOGRAFIA

  1. de Araujo, G. G., de Barros Manchado-Gobatto, F., Papoti, M., Camargo, B. H. F., & Gobatto, C. A. (2014). Anaerobic and aerobic performances in elite basketball players. Journal of human kinetics42(1), 137-147.
  1. Atha, J., & Wheatley, D. W. (1976). Joint mobility changes due to low frequency vibration and stretching exercise. British journal of sports medicine10(1), 26-34.
  1. Corrado Cerullo (2013). Sedute di mobilità articolare e allungamento muscolare per il calcio e gli sport di squadra. Calzetti Mariucci
  1. Wooden, J., & Jamison, S. (2005). Wooden on leadership. McGraw Hill.