La sindrome da overtraining

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Cosa sappiamo della sindrome da overtraining e come possiamo gestire il training load. 

Per capire questo difficile argomento dobbiamo concentrarci e domandarci cosa succede quando sbagliamo il carico di allenamento. Dopodiché, cercheremo di definire le strategie utili per risolvere nel più breve tempo possibile la sindrome da overtraining. Partiamo adesso scoprendo che cosa comporta un errata organizzazione dell’allenamento e un recupero sbagliato.

Tempo di lettura: 4 minuti


Formatosi con i migliori professionisti della nazionale spagnola (calcio, basket, atletica e rugby) e di club (Real Madrid CF). Attualmente è iscritto al Dottorato di ricerca in Medicina e Terapia Strumentale – Ph.Dc, presso l’Università degli studi di Torino. Ha collaborato con Adapted training and perfomance – Research Group e il Physical Activity Reaserch Center & Wellness, ISEF Turin. Redige articoli scientifici a livello nazionale e internazionale inerenti all’allenamento, perfomance e fisioterapia sportiva. Il suo titolo da fisioterapista è valido in Italia, Francia e Spagna. Docente presso il Corso di: Massaggio SportivoPostural TrainerPreparatore Atletico, Rieducazione funzionale, Esercizio Terapeutico e Movement Specialist presso la nostra scuola di formazione – LFS ACADEMY. Fondatore di LaFisioterapiaSportiva.it


La gestione dell’atleta nel prevenire la sindrome da overtraining

L’obiettivo nel lavorare con atleti competitivi è fornire carichi di allenamento che migliorino le loro prestazioni. Gli atleti possono attraversare diverse fasi di carico all’interno di una stagione competitiva o di allenamenti periodici. Un allenamento eccessivo prolungato, combinato con altri fattori di stress e tempi di recupero insufficienti, porta alla riduzione delle prestazioni. Infatti, questa organizzazione errata dell’allenamento può provocare disadattamenti cronici e alla sindrome da sovrallenamento. Però, va sottolineata l’importanza di un recupero ottimale in qualsiasi periodizzazione (Kreher et al., 2012). Il recupero è uno stimolo allenante! Allenatori e ricercatori suggeriscono che un recupero adeguato e organizzato consente agli atleti di allenarsi di più. Infatti, utilizzando questo principio migliora la condizione fisica, tecnica e psicologica. Per aiutare gli atleti a recuperare più velocemente bisogna utilizzare principi scientifici e clinici. Però, prima di procedere ad elencare tutti i mezzi necessari a ridurre la sindrome da overtrainig, oppure prevenirla, dobbiamo capire di cosa si tratta.

Sappiamo davvero che cos’è la sindrome da overtraining

Esiste confusione nella letteratura e nella ricerca della definizione sovrallenamento. Sebbene negli ultimi anni la conoscenza dei meccanismi patologici della sindrome da overtraining sia notevolmente aumentata, c’è ancora richiesta per diagnosticare questa sindrome precocemente. La sindrome da overtraining è caratterizzata da una diminuzione delle prestazioni, combinata con stanchezza persistente e disturbi dell’umore. Questa sottoperformance persiste, nonostante un periodo di recupero prolungato, che può durare diverse settimane o mesi (Carfagno et al, 2014). Poiché non esiste uno strumento che identifichi la sindrome da overtraining, una diagnosi può essere fatta solo escludendo singolarmente i fattori. Pertanto, se non è possibile trovare una spiegazione per i cambiamenti osservati, viene diagnosticata all’atleta la sindrome da overtraining

Un allenamento eccessivo prolungato, combinato con altri fattori di stress e tempi di recupero insufficienti, porta alla riduzione delle prestazioni. 

I segnali della sindrome dell’overtraining

Il riconoscimento precoce e inequivocabile della sindrome da overtraining è praticamente impossibile. Difatti, l’unico segno certo di questa condizione è una diminuzione delle prestazioni durante la competizione o l’allenamento. La diagnosi definitiva richiede sempre l’esclusione di una malattia organica (ad esempio, disturbi endocrinologici della tiroide o della ghiandola surrenale o diabete), carenza di ferro con anemia o malattie infettive. Dovrebbero essere esclusi anche altri disturbi alimentari, come l’anoressia nervosa e la bulimia. Un allenamento, soprattutto nelle categorie d’elitè deve comportare un’intensità o un sovraccarico di esercizio specifico (Bell et al., 2020). Se l’intensità dell’esercizio è troppo bassa, gli atleti non possono aspettarsi di migliorare le loro prestazioni. Invece, se si pratica esercizio ad alta intensità senza regolare correttamente tutte le fasi di carico, potremmo scatenare la sindrome da overtraining. Bisogna sottolineare come molti preparatori, nella ricerca di un carico allenante adeguato e ripetuto ad alta intensità, non valutino affatto questo rischio. Il risultato? La sindrome da overtraining.

I risultati dell’allenamento

Gli atleti, supervisionati dallo staff, intensificano il loro allenamento per migliorare le prestazioni. Come risultato di un intenso periodo di allenamento o anche di una singola sessione di allenamento particolarmente faticosa, possono provare sensazioni acute di affaticamento e prestazioni ridotte. Infatti, se alla sessione di allenamento segue un riposo adeguato, può verificarsi una supercompensazione. Tuttavia, quando la capacità di adattamento dell’atleta diventa eccessiva, a causa di un recupero insufficiente, può verificarsi una risposta dell’allenamento contraria. La sindrome da overtraining o sovrallenamento è molto difficile da diagnosticare. Veramente difficile! Poiché, questa sindrome è una condizione complessa. Tutto è molto complicato dall’individuazione di un segno affidabile e reale per la diagnosi precoce di questa sindrome. Diversi autori considerano il sovrallenamento come un risultato inevitabile dell’allenamento, che inizia con l’overreaching e termina infine con la sindrome da overtraining. Ricordiamoci che queste due sindromi hanno caratteristiche diverse, questo concetto è una semplificazione eccessiva.

Bisogna sottolineare come molti preparatori, nella ricerca di un carico allenante adeguato e ripetuto ad alta intensità, non valutino affatto questo rischio.

Da cosa deriva la sindrome da overtraining

La sindrome da sovrallenamento deriva da qualcosa di più che dalla presenza di errori nella programmazione dell’allenamento. Tuttavia, questa definizione di capacità ridotta e di affaticamento prolungato comporta come primo indizio l’errore umano nella programmazione. Ma è davvero così? Dobbiamo sottolineare che la definizione di overreaching o overtraining viene anche definita dalla quantità di tempo necessaria per il ripristino delle proprie capacità condizionali. Ovviamente dobbiamo accompagnare queste definizioni anche da altre caratteristiche. Altrimenti sarebbe troppo facile risolvere questo difficile problema! Però, fidativi il recupero è un ottimo dato per definire questa sindrome. Pertanto, è possibile recuperare da una sindrome da overreaching entro 2 settimane. Quindi, possiamo sbilanciarci e sostenere che questa condizione è relativamente normale e innocua. Tuttavia, gli atleti che soffrono della sindrome da overtraining potrebbero aver bisogno di mesi o addirittura anni per riprendersi completamente (Grandou et al., 2020). 

Cosa fare per risolvere il problema

Sappiamo come il recupero gioco un ruolo fondamentale nella comprensione e nella classificazione delle sindromi da sovrallenamento. I veri professionisti monitorano in genere non solo gli atleti durante il variare del carico di allenamento, volume ed intensità, ma registrano anche il recupero. Di solito gli atleti mostrano diminuzioni temporanee delle prestazioni che scompaiono dopo un periodo calcolato empiricamente precedentemente. In questa situazione, le risposte fisiologiche compensano lo stress legato all’allenamento. Tutto questo calcolato a monte. Però, se non monitoriamo il carico e l’allenamento viene intensificato senza criterio gli atleti possono regredire. Quindi, attenzione! Pertanto, raggiungere uno stato di sovrallenamento estremo, può portare ad una drastica e repentina diminuzione delle prestazioni. I nostri atleti non saranno in grado di riprendere i livelli precedenti per diverse settimane o mesi. Però, quando vengono forniti periodi di recupero appropriati, gli atleti possono mostrare prestazioni migliori rispetto ai livelli basali (Kreher et al., 2016). Una domanda mi sorge spontanea! Il recupero giustifica e risolve il problema della sindrome da overtrianing? Non credo! Continua a leggere la seconda parte del nostro articolo.

La sindrome da sovrallenamento deriva da qualcosa di più che dalla presenza di errori nella programmazione dell’allenamento.

Bibliografia

  1. Kreher J, Schwartz J. Overtraining syndrome: a practical guide. KSports Health. 2012;4(2):128-38.
  2. Carfagno D, Hendriz J. Overtraining syndrome in the athlete: current clinical practice. Curr Sports Med Rep. Review. 2014;13(1):45-51.
  3. Bell L, Ruddock A, Maden-Wilkinson T, Rogerson D. Overreaching and overtraining in strength sports and resistance training: A scoping. Review. J Sports Sci 2020;38(16):1897-1912.
  4. Grandou C, Wallace L, Impelizzeri F, Allen N, Coutts J. Overtraining in Resistance Exercise: An Exploratory Systematic Review and Methodological Appraisal of the Literature. Sports Med. 2020;50(4):815-828.
  5. Kreher J. Diagnosis and prevention of overtraining syndrome: an opinion on education strategies. Open Access J Sports Med. 2016;7:115-22.