La Tensegrità del corpo umano

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Di che cosa si tratta: funzione e azione.

Alla scoperta dell’architettura umana, agli occhi nascosta, che ci permette di assolvere ai nostri compiti motori. La tensegrità del corpo umano è il compromesso tra tensione ed integrità. Il risultato, la comprensione per risolvere tutti i problemi muscolo scheletrici di ogni essere umano.

Tempo di lettura: 4 minuti.


Dr. Gianluca Rato

Operatore Sanitario per Juventus Football Club e consulente per il circolo di tennis “Le Pleiadi” nel capoluogo piemontese. In passato ha collaborato con lo staff medico della Basketball militante nel campionato di Serie A. Professionista affermato e proprietario dello studio GRFisio Massofisioterapia & Nutrizione, Nichelino (To). Attualmente ha frequentato come Massofisioterapista il corso di 1° livello della Federazione italiana Tennis. Docente presso il Corso di: Massaggio SportivoPostural TrainerPreparatore Atletico, Rieducazione funzionale, Esercizio Terapeutico e Movement Specialist presso la nostra scuola di formazione – LFS ACADEMY.


Perchè parlare di tensegrità del corpo umano?

Nel mio percorso formativo mi sono chiesto quali fossero quelle conoscenze necessarie per rispondere al meglio all’esigenze dei pazienti. Infatti, questo è un quesito che ancora oggi è alla ricerca di una risposta. D’altronde la ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche sono in evoluzione. Verosimilmente, non avrò una risposta definitiva al mio pensiero. Pertanto, una forte accelerata è stata impressa dal desiderio di raggiungere un’efficacia terapeutica importante a fronte di un numero ragionevole di sedute. In tal senso è stato illuminante apprendere le tematiche inerenti allo studio della fascia e alle tecniche correlate, tramite il metodo Fascial Distorsion Model. La Tensegrità del corpo umano è un caposaldo di questo approccio. Approfondirne la sua conoscenza spero possa avvicinarvi al mondo,  della fascia e del tessuto connettivo, assai affascinante ed ancora fertile (Thalhamer et al., 2017).

Le origini della Tensegrita’ del corpo umano. 

Fino ad oggi la geometria è stata sempre applicata con successo a molteplici ambiti. Però, se rapportata all’organismo, si è purtroppo limitata a leve, angoli e piani inclinati. Infatti, si è instillata la forviante teoria “del muscolo isolato”. Questa definisce la funzione muscolare attraverso ciò che accade nelle vicinanze dei punti di inserzione prossimali e distali. Dunque, questa argomentazione ci permette oggi di approfondire la visione della nostra macrostruttura anatomica attraverso il concetto di tensegrità del corpo umano. Coniato dall’espressione “integrità di tensione” dal designer Buckminster Fuller, si riferisce a strutture che mantengono la loro integrità grazie ad un bilanciamento di forze tensili. Pertanto, qualsiasi struttura in movimento come il corpo umano, indipendentemente dalla sua posizione ortostatica o clinostatica, deve essere tenuta in piedi.

la fascia avrebbe un ruolo più attivo del semplice contributo passivo, trasmettendo le tensioni generate da muscoli o altre forze.

Il modello corporeo di Tensegrità del corpo umano. 

Utilizzare la tensegrità ci porta a riesaminare il modo in cui i corpi si muovono nello spazio ed in esso si stabilizzano e riparano le lesioni. Il nostro sistema fasciale fornisce una rete continua che si modula intorno alle singole ossa e cartilagini. Pertanto se abbandonassimo l’idea dello scheletro quale struttura stabile a compressione continua comprenderemmo meglio come il modello di tensegrità del corpo umano presenti un quadro d’insieme differente. Una struttura simile combina elementi di compressione e trazione e risulta stabile fintanto che i due assetti di forze sono in equilibrio, meno rigida ma più resiliente. Se “carico” una zona della struttura questa può “lesionarsi”, ma dal momento che la stessa distribuisce lo sforzo lungo le linee di tensione, non è detto che la “lesione” sia localizzata al punto di applicazione del carico.

Tensegrità del corpo umano: un bilanciamento di forze opposte.

Ogni sistema di tensegrità contiene energia immagazzinata. Gli elementi comportano una forza di compressione che li spinge verso l’interno mentre il sistema tensivo elastico tira verso l’interno. La struttura di tensegrità del corpo umano a riposo è un bilanciamento di forze opposte, non in equilibrio. Pertanto, deformando la struttura viene immagazzinata energia che viene rilasciata quando la stessa recupera la forma originale e il bilanciamento delle forze. Dopodichè, se un elemento della struttura si rompe, sarà compromesso fintanto che si arrivi ad un nuovo punto di bilanciamento. Come si manifesta tutto ciò nel nostro corpo? Immaginiamo una ferita che tagli la nostra cute, noteremo i lembi tra loro distanziati e l’edema espandersi nella regione interessata. L’azione dei miofibroblasti è volta al ripristino della lesione. Obiettivo, ricercare un bilanciamento.

Ogni sistema di tensegrità contiene energia immagazzinata.

La Tensegrità del corpo umano è una struttura resiliente.

Le strutture di tensegrità del corpo umano mostrano resilienza diventando più solide e rigide quanto più vengono caricate. Di conseguenza può seguire una lesione fasciale laddove vengano meno le forze di contenimento che si adoperano una volta instaurato lo “stress” della struttura. Il ragionamento attorno alla definizione fasciale riguarda la sua plasticità o visco – elasticità al pari del suo essere anaelastica e non contrattile. Tuttavia, sono in corso ulteriori ricerche ed approfondimenti atte a validare le precedenti considerazioni. Recenti scoperte suggeriscono che la fascia possa essere in grado di contrarsi autonomamente. Pertanto, la fascia avrebbe un ruolo più attivo del semplice contributo passivo, trasmettendo le tensioni generate da muscoli o altre forze (Schleip et al., 2019). Comprendere questo meccanismo può aiutare gli operatori sportivi che gravitano intorno all’atleta a prevenire future lesioni, recidive e trattare il dolore attraverso la postura.

La Biotensegrità del corpo umano.

Si definisce Biotensegrità l’applicazione dei principi di tensegrità del corpo umano alla materia vivente. Infatti, questo principio può essere applicato agli organismi biologici, dalla molecola alla colonna vertebrale (Bordoni et al., 2020). La tensegrità del corpo umano, implica il concetto di elementi sotto tensione e compressione, mente la biotensegrità è un modello di organizzazione della materia vivente. Infatti, viene concepito come una rete di cavi che si intersecano e pali che sono in tensione o compressione. Nel modello a biotensegrità il movimento avviene al livello delle fibrille, esse sono in grado di compiere movimenti diversificati (Guimberteau et al., 2005). La biotensegrità è un modello che ci aiuta a comprendere efficacemente la struttura vivente. Questa definizione spiega, in parte, molti dei fenomeni osservabili come la capacità di resistere alla gravità, adattando la postura per ridurre il dolore percepito. Purtroppo, la biotensegrità, al pari della tensegrità del corpo umano, è ancora soggetto a studio e sperimentazione.

Una struttura simile combina elementi di compressione e trazione e risulta stabile fintanto che i due assetti di forze sono in equilibrio, meno rigida ma più resiliente.

Bibliografia

  1. Schleip R, Klingler W. Active contractile properties of fascia. Clin Anat. 2019 Oct;32(7):891-895. doi: 10.1002/ca.23391. Epub 2019 May 2. PMID: 31012158.
  2. Guimberteau J et al. Introduction to the knowledge of subcutaneous sliding system in humans. Ann Chir Plast Esthet. 2005 Feb;50(1):19-34.
  3. Bordoni B, Myers T. Rewiew of the Theoretical Fascial Models: Biotensegrity, Fascintegrity and Myofascial Chains., Cureus. 2020 Feb 24;12(2):e7092.
  4. Thalhamer C. A fundamental critique of the fascial distortion model and its application in clinical practice. J Bodyw Mov Ther. 2018 Jan;22(1):112-117. doi: 10.1016/j.jbmt.2017.07.009. Epub 2017 Jul 25. PMID: 29332733.