PEACE&LOVE: la nuova frontiera nel trattamento delle lesioni muscolari

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Il trattamento delle lesioni muscolari non ha più segreti, grazie alla metodologia PEACE&LOVE

Hai mai subito una lesione dei tessuti molli? Strappi muscolari o distorsione di caviglia? Ti sei mai domandato come dovresti gestire i tuoi pazienti quando subiscono un infortunio? Noi ti forniremo nel dettaglio il protocollo (PEACE&LOVE) adatto alle tue esigenze per risolvere il problema delle lesioni muscolari, ma non solo.


Articolo del Dr. Ballerini Simone

Dr. in Fisioterapia presso lo studio Robbiani-Bonafine, Assistente alla Didattica al CdL di Fisioterapia presso l’università SUPSI DEASS a Manno, Fisioterapista della squadra U20 dell’Hockey Club Lugano e Atleta professionista di Muaythai.


Gli infortuni dei tessuti molli è l’applicazione del metodo PEACE&LOVE

Il trattamento post infortunio dei tessuti molli è da sempre un capitolo che affascina non solo i professionisti della riabilitazione. Affascina anche tutti coloro che almeno una volta nella loro vita hanno preso una botta, hanno subito una lesione muscolare o una distorsione della caviglia. Tutti hanno utilizzato i rimedi della nonna, ma senza successo! Pertanto, si è passato a ricercare informazioni che venivano e vengono tuttora consigliate dagli esperti del settore. Nella fisioterapia, come in altre discipline, una delle sfide più interessanti è quella di riuscire a conciliare gli aspetti più innovativi, supportati dalla scienza, con la pratica. Per quando riguarda gli infortuni ai tessuti molli si è assistito negli anni a un continuo cambiamento della loro gestione. Il passato è ben conosciuto, ma il futuro è PEACE&LOVE.

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Il passaggio dalla tecnica ICE fino a PEACE&LOVE

Il cambiamento scientifico è chiaramente avvenuto nel tempo, passando da tecnologie semplificate a quelle più complesse (PEACE&LOVE). Ovviamente oltre all’approccio abbiamo modificato gli acronimi usati per indicare il protocollo più adatto. In questo caso le tappe principali sono state l’utilizzo di ICE (ghiaccio, compressione, elevazione), che è successivamente stato modificato in RICE (riposo, ghiaccio, compressione, elevazione). Dopodiché il tutto è divenuto PRICE (protezione, riposo, ghiaccio compressione, elevazione) e infine POLICE (protezione, carico ottimale, ghiaccio, compressione, elevazione). Tutti questi protocolli, le cui evidenze sono limitate, sono state accettate e praticate nel tempo per gestire al meglio la fase acuta dell’infortunio.

La tecnica del PEACE&LOVE: la nuova frontiera.

La tecnica del PEACE&LOVE: la nuova frontiera

Recentemente è stato introdotto un nuovo acronimo che, oltre a scardinare alcune convinzioni, tiene in considerazione anche la fase sub-acuta e cronica dell’infortunio. Questo nuovo protocollo è chiamato “PEACE&LOVE”, vediamo brevemente. Questo è il protocollo più recente, pubblicato dalla rivista internazionale la British Journal of Sports Medicine. Questa è una delle riviste scientifiche più autorevoli del settore che propone un acronimo davvero simpatico. Questo metodo è stato studiato perché i tessuti molli per una pronta guarigione hanno bisogno di PEACE&LOVE. Pace e amore (PEACE&LOVE) sono le parole più adatte per fare guarire qualsiasi lesione dei tessuti molli.

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PEACE&LOVE: la tecnica PEACE

Questa prima parte di PEACE&LOVE è dedicata al primo intervento, quello immediato. Durante i primi 3 – 5 giorni il procedimento PEACE è fondamentale. Vediamo adesso come strutturare adeguatamente la prima fa di un protocollo PEACE&LOVE per gestire la lesione dei tessuti molli.

Subito dopo il trauma: PEACE

  • P – Protezione

Quando parliamo di protezione, non vuol dire lasciare in pace la zona lesionata. Ad esempio, per limitare il sanguinamento del tessuto si può limitare il carico per un tempo di 1-3 giorni. Si raccomanda di ridurre il periodo di riposo al minimo per evitare una compromissione della qualità del tessuto danneggiato. In questa vi raccomandiamo di seguire la percezione del dolore da parte del paziente o cliente.

  • E – Elevazione

Tenere l’arto alzato sopra il livello del cuore, per promuovere il ritorno venoso. Viene favorito così il flusso del liquido interstiziale dal tessuto e permettere il riassorbimento dell’edema.

  • A – Evitare farmaci antinfiammatori (e ghiaccio)

Le varie fasi dell’infiammazione sono steps fondamentali per la rigenerazione dei tessuti molli danneggiati. L’uso di antinfiammatori può compromettere queste fasi a lungo termine, soprattutto se il dosaggio è elevato. Ricordati che l’infiammazione è una risposta positiva del corpo, è lì per curare! In maniera analoga viene messo in discussione anche l’uso della crioterapia. Nonostante il ghiaccio sia un provvedimento usato da tempo immemore, non ci sono prove di alta qualità per il suo uso nel campo delle lesioni ai tessuti molli. Il suo effetto, come per i farmaci antinfiammatori, può inficiare l’angiogenesi e la rivascolarizzazione ritardando e compromettendo cosi la guarigione del tessuto.

  • C – Compressione

Anche se le prove in letteratura sono contrastanti, sembra che l’uso di bendaggi compressivi aiuti a limitare l’edema intra-articolare e l’emorragia tissutale, oltre che aiutare nel ritorno all’attività.

  • E – Educazione

Grande enfasi viene posta sull’importanza che i fisioterapisti dovrebbero dare all’aspetto educativo. L’approccio attivo (importanza del carico progressivo, esercizio terapeutico) dovrebbe essere non solo preferito come scelta terapeutica, ma anche ben spiegato al paziente per renderlo consapevole e protagonista del percorso riabilitativo.

Il trattamento post infortunio dei tessuti molli è da sempre un capitolo che affascina non solo i professionisti della riabilitazione.

PEACE&LOVE: la tecnica LOVE

Questa seconda parte di PEACE&LOVE è dedicata alla fase di riabilitazione e rieducazione neuromuscolare. LOVE inizia dopo i primi 5 giorni. Vediamo adesso come strutturare adeguatamente la seconda fase di un protocollo PEACE&LOVE per gestire la lesione dei tessuti molli.

Qualche giorno dopo il trauma: LOVE

  • L – Carico

Il carico sulla struttura dovrebbe essere raggiunto in modo graduale il prima possibile, evitando l’esacerbazione del dolore. In questo modo si favorisce la guarigione e il rimodellamento dei tessuti molli attraverso il processo della meccanotrasduzione.

  • O – Ottimismo

Ormai concetti come catastrofizzazione e paura del movimento sono stati largamente studiati e approfonditi in letteratura scientifica riabilitativa, e il loro ruolo di possibili ostacoli alla guarigione sembra assodato. Le aspettative ottimiste, ma sempre realistiche rispetto alla patologia, che il clinico può fornire e trasmettere al paziente possono aumentarne la capacità di guarigione.

  • V – Vascolarizzazione

Fin da pochi giorni dopo il trauma, l’attività cardiovascolare senza provocazione di dolore aumenta il flusso sanguigno alle strutture danneggiate e riduce la necessità di farmaci antinfiammatori agendo come analgesico. Oltre ovviamente a fornire tutti i molteplici benefici psichici e fisici dell’attività fisica descritti molto bene nel nostro articolo sullo start dell’allenamento.

  • E – Esercizi

Come detto in precedenza, l’importanza di un approccio riabilitativo che comprenda esercizi attivi è ormai assodata. Un programma di esercizi, evitando il dolore nella prima fase e imparando a gestirlo nella progressione dell’intensità e del carico, è il metodo più efficace per recuperare la mobilità, la forza e la propriocezione dopo una lesione ai tessuti molli.

Il successo terapeutico grazie alla tecnica PEACE&LOVE

Questa breve descrizione del protocollo PEACE&LOVE vuole essere semplicemente uno spunto di riflessione e di crescita. Per chiunque sia interessato vogliamo ricordare che in riabilitazione le cose cambiano velocemente. Spesso è importante aggiornarsi continuamente per fornire il miglior aiuto possibile ai nostri pazienti o clienti. Il PEACE&LOVE rappresenta una svolta enorme per il trattamento di questo tipo di lesioni. Sconsigliamo in maniera esplicita l’utilizzo di antiinfiammatori, molto frequentemente utilizzati nella pratica clinica per ridurre il dolore limitando il processo di autoguarigione. Gli esercizi, con una adeguata progressione, sono la chiave del successo terapeutico e motorio. Pensare ancora che la terapia strumentale e la terapia manuale sia efficace a lungo termine è ancora oggi un errore comune. Non ci dimentichiamo che queste due modalità sono molto efficaci nelle prime fasi della lesione. Combinarle all’esercizio fisico porta ad un successo terapeutico garantito. L’importanza dell’educazione del paziente è fondamentale, bisogna dare le corrette informazioni per comprendere il proprio dolore.

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Bibliografia

  1. Blaise Dublois, Jean-Francois Esculier. Soft tissue injuries simply need PEACE & LOVE. BJSM, 26 April 2019.
  2. Van den Bekerom MPJ, Struijs PAA, Blankevoort L, et al. What is the evidence for rest, ice, compression, and elevation therapy in the treatment of ankle sprains in adults. J Athl Train2012;47: 435-43.
  3. Khan KM, Scott A. Mechanotherapy: How physical therapists’ prescription of exercise promotes tissue repair. Br J Sports Med2009;43: 247-52.
  4. Lewis J, O’Sullivan P. Is it time to reframe how we care for people with non-traumatic musculoskeletal pain? Br J Sports Med2018;epub ahead of print, 25 June 2018.
  5. Bleakley CM, Glasgow PD, Phillips N, et al. Guidelines on the management of acute soft tissue injury using protection rest ice compression and elevation. London: ACPSM, 2011.